Antonio Lazzari

Antonio Lazzari.

Innovazione: undici lettere che, accostate insieme, esprimono un concetto fondamentale, quello del guardare avanti nell’ottica di un miglioramento anche sociale.

Sebbene questo termine sia più spesso collegato all’ambito tecnologico e a progressi di tipo tecnico (basati, a loro volta, sul progresso scientifico), si può fare innovazione in qualsiasi settore.

Alla base di questo concetto troviamo l’etica, l’intenzione di migliorare la qualità della vita e di “svecchiare”, per così dire.

Sei un innovatore qualora tu sia capace di sognare e di mettere in pratica qualcosa che rompe gli schemi e che va al di là di quanto compreso o concepito fino a quel momento. Sei un innovatore se riesci a scavalcare i confini che ti sono stati imposti.

photo credit: Kay Kim(김기웅) via photopin cc.

photo credit: Kay Kim(김기웅) via photopin cc.

Sono in molti a pensare che i progetti innovativi vengano condotti soprattutto nelle grandi realtà del mondo, nelle immense e frenetiche metropoli statunitensi o asiatiche, ad esempio.

Fortunatamente, non è così.

La città in cui vivo, Ravenna, con i suoi quasi 200.000 abitanti, è, da sempre, sinonimo di “mosaico”, “Dante”, “buona cucina” e “mare”. Tuttavia, in questi mesi, qualcuno sta dando vita ad un progetto coi fiocchi che, a mio parere, renderà questa città ancora più innovativa.

Ladies and gentlemen, ecco a voi Antonio Lazzari, Presidente di Impronte, una Cooperativa di produzione lavoro situata a Ravenna in via di Roma 108, che, insieme al suo giovane team di collaboratori, sta progettando una struttura davvero speciale: Kirecò.

Siete curiosi di saperne di più? Molto bene, vi accontento subito…

Ciao Antonio, benvenuto in MyHumus! Qualche tempo fa venni a conoscenza di Kirecò. Raccontaci: com’è nata l’idea di realizzare questo ambizioso progetto?

“Ciao Anna! Si tratta di un investimento di quasi un milione di euro che la Cooperativa Impronte, di cui sono il Presidente, sosterrà nella città di Ravenna.

Impronte gestirà Kirecò per questi primi 50 anni, dopodiché la struttura verrà ceduta al Comune.

L’idea di realizzare questo centro è nata nel 2008 con l’intenzione di aprire un nuovo ufficio e con la voglia di fare qualcosa che fosse particolare e che ci rappresentasse.

All’epoca l’ex assessore Maraldi, purtroppo deceduto qualche anno fa, ci consigliò di dare vita ad un progetto nuovo, costruendo un percorso in project financing che fosse in linea con quelle che consideriamo essere delle potenzialità che, oggi come oggi, la città di Ravenna possiede ma che, almeno per il momento, non riesce ad esprimere a causa della mancanza di un luogo adatto.

Per la realizzazione di questo progetto abbiamo scelto il quartiere Poggi, a Ravenna, che apprezziamo per la sua ricchezza di rapporti interpersonali.

Sarà lì che nascerà Kirecò, uno spazio in cui si promuoveranno servizi per la sostenibilità ambientale e per il sociale. E sarà sempre lì che opererà la Cooperativa Sociale Kirecò, nata proprio per questo scopo.

Il nome del progetto deriva dal greco kiros ed èco, ossia mano ed ambiente. La mission è esattamente questa: fare ambiente e sostenibilità grazie alle mani di tutti coloro che, come noi, credono in questo progetto.

Premetto che Kirecò sarà aperto a tutti: non verranno costruiti cancelli d’ingresso, per lo meno fino a quando la struttura sarà gestita da noi, e cioè fino al 2063”.

Quali sono i punti cardine di Kirecò?

“A mio parere, sono i seguenti:

– innovazione sociale, coinvolgimento e promozione sociale;

– ricerca scientifica e formazione insieme all’Università;

– comunicazione ambientale, ossia divulgazione dei temi ambientali;

– partecipazione”.

Quali caratteristiche strutturali presenterà questa nuova struttura che sorgerà nel quartiere Poggi?

“La struttura sarà di 600 mq, mentre il parco circostante copre una superficie di 15.000 mq.

L’energia elettrica sarà prodotta prevalentemente da un impianto fotovoltaico.

Quella termica, invece, sarà generata da un concentratore solare (a questo proposito, immagina di vedere un grande specchio di Archimede che, concentrando tutta la luce in un fuoco, scalda un liquido per produrre acqua calda a 100 gradi) e da un sistema geotermico che pre-riscalderà o pre-raffredderà l’aria.

Kirecò sarà una struttura rotonda quasi interamente in legno, così da ridurre al minimo l’uso di cemento.

Dal punto di vista energetico sarà una struttura ad energia quasi zero, ovvero in grado di auto sostenersi. In alcuni periodi dell’anno produrremo più energia di quanta ne consumeremo.

Le dispersioni di calore saranno molto basse grazie all’installazione di ottimi infissi, di un buon materiale di coibentazione e di molto legno.

Privilegeremo la luce naturale e, nel caso della luce artificiale, l’illuminazione a led.

Non ci sarà un allacciamento alle fogne, abbiamo deciso di affidarci alla fitodepurazione che andrà ad alimentare un piccolo stagno di cui ti parlerò in seguito.

L’acqua piovana sarà raccolta all’interno di una vasca interrata che servirà ad innaffiare il parco e per gli usi non potabili.

Per quanto riguarda il fabbisogno idrico non potabile, da novembre fino a fine maggio, quindi per buona parte dell’anno, contiamo di essere autonomi”.

Quali primi passi sono stati compiuti finora?

“Nel dicembre 2013, i 15.000 mq di parco ospitavano circa 1500 alberi.

In occasione di ‘M’illumino di meno’, nel febbraio 2013, abbiamo lanciato l’iniziativa ‘Regalati un albero’, grazie alla quale abbiamo donato alle scuole e ai cittadini quasi 400 alberi. Tutto a nostre spese e grazie a numerosi volontari che ci hanno aiutato.

Così facendo, abbiamo salvato e recuperato tutti quegli alberi che, altrimenti, sarebbero andati distrutti con l’insorgere del cantiere (che, tra l’altro, sta prendendo il via proprio in questi giorni. Inoltre, grazie ad un progetto con Hera che ancora non possiamo anticipare, a novembre inizieranno le prime attività)”.

Kirecò è una realtà già attiva sul territorio?

“Abbiamo già attivato un progetto con l’Istituto Tecnico Agrario ‘Luigi Perdisa’ di Ravenna che riguarda l’avvio di start up su servizi innovativi in campo agricolo e su progetti di recupero delle vecchie tradizioni romagnole attraverso orti sinergici.

Questi spazi rappresenteranno anche un servizio per tutti quei giovani che vogliono coltivare un orticello. Il tutto grazie ad un bando libero, aperto a chiunque.

Presso Kirecò si condurranno anche studi di ricerca scientifica: insieme alla Facoltà di Scienze Ambientali dell’Università di Bologna (avente sede a Ravenna), infatti, stiamo supportando una studentessa che sta realizzando una tesi sui piani di adattamento ai cambiamenti climatici.

Avvieremo, inoltre, un percorso di analisi di alcuni servizi innovativi proponibili sul territorio romagnolo, il tutto nell’ottica di un nuovo modo di vedere la sostenibiltà ambientale in città.

Kirecò sta anche sviluppando un importante progetto per l’apertura di un incubatore di start up che vede partecipare numerosi partner, fra i quali la Camera di Commercio di Ravenna.

Kirecò sarà un grande contenitore di idee e di progettualità all’insegna dell’innovazione sociale: questo è il nostro modo di fare innovazione ed è la strada che, abitualmente, seguiamo per migliorare un servizio o un prodotto”.

Una curiosità: un bambino, a Kirecò, cosa potrà fare?

“Per i bambini ci saranno spazi in cui praticare attività sportive e giochi costruiti con materiali di recupero. Inoltre, potranno osservare gli anfibi e i rettili grazie alla presenza di quel piccolo stagno di cui ti accennavo prima.

Avremo uno spazio specifico per attività all’aria aperta in cui potranno vivere esperienze che in città non è possibile vivere, moltissime delle quali saranno gratuite e liberamente fruibili: vogliamo che Kirecò, prima di tutto, sia uno spazio vivo e vitale.

Con l’ausilio di educatori volontari, quest’estate abbiamo dato vita a tutta una serie di attività di promozione sociale. Le attività estive sono rientrate nel progetto ‘Lavori in Comune’.

'Lavori in Comune': costruzione di aiuole

‘Lavori in Comune’: costruzione di aiuole.

A partire dal prossimo anno avremo i primi Kirecrè”.

I cittadini, in tutto questo, potranno essere parte attiva?

“Certamente. Kirecò è una cooperativa sociale che incentiva la social innovation con l’obiettivo di cambiare il modo di vivere delle persone: i cittadini, partecipando, hanno già potuto cambiare il nostro progetto, migliorandolo in alcune parti.

Le persone che credono in Kirecò possono diventarne socie.

Kirecò, infatti, avrà base sociale diffusa e, speriamo, ampia. Vorremmo realizzare il sogno di un progetto per la città…realizzato dalla stessa città!

Chi deciderà di associarsi beneficerà di sconti o di facilitazioni e contribuirà, così, alla realizzazione di questo progetto di promozione sociale avente una ricaduta sul territorio e sullo stesso quartiere”.

Com’è stato accolto, Kirecò, dalla comunità locale?

“Nonostante piaccia molto, abbiamo incontrato parecchia diffidenza.

Pensiamo che l’impresa, oggi come oggi, abbia il compito di contribuire a migliorare la società e che, per restare sul mercato, debba incentivare l’innovazione sociale (la quale, forse, rappresenta l’unico strumento in grado di salvare le imprese dalla crisi). Noi, sull’innovazione sociale, stiamo investendo moltissimo.

D’altronde, stiamo entrando in un’economia in cui è necessario posizionarsi con strumenti nuovi.

Kirecò è anche questo: un progetto d’innovazione imprenditoriale.

Promuoviamo la partecipazione del quartiere alle attività, ognuno contribuendo come può, così da stabilire un rapporto di fiducia con gli stessi abitanti e aiutandoci a vicenda”.

Kirecò è facilmente raggiungibile in bicicletta?

“Questo sarà sicuramente un aspetto su cui sarà necessario operare.

Vogliamo partecipare a bandi europei che ci consentano di reperire i fondi necessari per la costruzione di tratti di piste ciclabili che colleghino i lati nord e sud di Ravenna, oggi mal collegati.

Al momento, infatti, la strada è piuttosto ostica e difficilmente transitabile in alcuni punti”.

Quando finiranno i lavori?

“I lavori termineranno prima della prossima estate. Tuttavia, molte attività e molti spazi saranno già fruibili.

Invito tutti a seguirci sui nostri siti e sui social, perché è lì che daremo le informazioni necessarie e che forniremo tutti gli aggiornamenti disponibili sugli eventi già in programma a partire dalle prossime settimane”.

… E come si dice in questi casi: STAY TUNED!