Autoproduzione, che parola soave.
Lo ammetto: ci sono volte in cui la pigrizia prende il sopravvento ed è più pratico acquistare anziché autoprodurre qualcosa.
Spesso, per quanto mi riguarda, non è una questione di tempo, bensì una mancanza di voglia. E un leggero timore di fallire nell’impresa e di essere costretta a buttare tutto nel bidone.
A tutto questo aggiungo che la mia abilità manuale è quasi prossima allo zero. Bingo!
Per tutti coloro che, come me, sono in cerca di speranza, ecco giungere una notizia rassicurante: autoprodurre diventa un’impresa possibile grazie ai consigli di Lucia Cuffaro, paladina del fai da te.

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Lucia Cuffaro

Lucia è una persona dotata di un’energia contagiosa. All’interno del suo sito (www.autoproduciamo.it) e nell’ambito di alcuni programmi televisivi, offre dritte inerenti l’autoproduzione in cucina, i cosmetici fai da te, i saponi e i detersivi naturali, l’orto in appartamento, le compostiere fai da te, gli antiparassitari naturali e molto altro.
Lucia, a primo acchito, potrà somigliare ad un piccolo chimico. Forse, per certi versi, lo è per davvero…

Cara Lucia, che piacere conoscerti. Raccontami: come nasce il tuo interesse verso il fai da te?

“Ciao Anna! Il mio attuale lavoro è frutto di tutto l’attivismo che ho condotto in passato.
Devi sapere che diversi anni fa ho preso parte al Movimento per la Decrescita Felice in qualità di socia. Successivamente, mentre lavoravo in Rai e, nello specifico, in Report, ho partecipato a tutti gli 8 corsi organizzati dall’Università del Saper Fare di Roma, un progetto che consente a tutti coloro che hanno una dote di trasmetterla ad altre persone.
Dal momento che cercavo una strada che mi consentisse di esprimere tutta la mia vena creativa e il mio bisogno di un lavoro ancora più etico e legato all’attivismo, ho deciso di licenziarmi dalla Rai per scrivere un nuovo capitolo della mia vita.
È stata la volta de La Città dell’Utopia, all’interno della quale sono stata assunta per coordinarne l’attività.
Successivamente sono diventata presidente del circolo di Roma per la Decrescita Felice e ho deciso di accettare una proposta televisiva: condurre una mia rubrica all’interno di Unomattina in Famiglia, ispirata al progetto dell’Università del Saper Fare del Movimento per la Decrescita Felice.

 

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Lucia ad Uno Mattina in Famiglia.

 

Negli ultimi anni sono diventata vice presidente nazionale del Movimento per la Decrescita Felice e, fino a gennaio 2016, mi sono occupata di tematiche tecniche sui rifiuti all’interno della Camera dei Deputati.
Ora lavoro come libera professionista, ho 2 contratti televisivi (uno con Rai e l’altro con Tv2000), mi dedico ad alcuni corsi e seminari e sono un’attivista impegnata nelle tematiche connesse ai rifiuti e in attività di socializzazione.
Amo alla follia la mia casa editrice, il Gruppo Editoriale Macro, con cui lavoro quotidianamente alla creazione di nuovi progetti su tematiche ecologiche. Gentilezza e professionalità sono le loro caratteristiche”.

Qual è il tuo impegno quotidiano?

“Il mio impegno mira a semplificare l’autoproduzione. Sto cercando di dimostrare che autoprodurre è un’impresa possibile”.

Tutto questo mi rassicura, sappilo! Dimmi, dove apprendi i principi che insegni?

“Seguo molti corsi e leggo moltissime fonti estere per meglio comprendere le tradizioni dal mondo. Il fatto che per Rai debba sempre proporre argomenti diversi e interessanti, oltretutto, rappresenta un grandissimo stimolo”.

Ok, ora parliamo un secondo dei tuoi prodotti. Prendiamo come esempio le tue creme: sono destinate a tutte le tipologie di pelle?

“Sì, perché gli ingredienti che utilizzo sono estremamente semplici.
Prima di pubblicare le mie ricette, le testo per un certo periodo di tempo sulla mia pelle e su quella degli amici.
Solitamente non uso profumi perché privilegio l’odore della cute, amo i prodotti semplici e neutri. Ci sono casi, tuttavia, in cui propongo delle varianti contenenti gli oli essenziali.
Propongo dosaggi molto piccoli, perché non uso conservanti, e consiglio sempre l’uso di barattoli di vetro; non amo gli emozionanti né tantomeno gli emulsionanti artificiali.
Come spero avrete modo di osservare sul mio sito, i miei procedimenti sono estremamente semplici”.

 

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Quali e quanti ingredienti utilizzi?

“Gli ingredienti a cui ricorro sono al massimo 30 e, attraverso le loro diverse combinazioni, riesco ad autoprodurre detersivi, prodotti per la salute, articoli di cosmesi e per l’igiene personale. Considera che ogni singolo prodotto contiene al massimo 3 o 4 ingredienti.
Non servono tanti elementi primari per autoprodurre ciò che ci serve.
Fra quelli di cui mi servo per realizzare centinaia di prodotti troviamo l’aceto di vino bianco e quello di mele, il bicarbonato, l’acido citrico, la soda da bucato, il percarbonato di sodio, il sapone di Marsiglia, il sapone d’Aleppo, l’olio essenziale Tea tree oil, quello essenziale alla lavanda e alla menta, il burro di karité, l’amido di mais, l’aloe vera, l’olio di neem, l’argilla, l’olio di mandorla, la cera d’api, la farina integrale, la pasta madre, l’olio di oliva, il sale integrale, lo zucchero di canna naturale, il miele, il caffè esausto, gli scarti degli agrumi, il Kefir e il rosmarino.
Questi ingredienti sono tutti economici, facilmente reperibili nei negozi bio, in erboristeria, negli alimentari o addirittura gratuiti (di scarto o con crescita spontanea, come nel caso delle piante).
Dal momento che non amo lo spreco, propongo sempre ricette con ingredienti riutilizzabili per più prodotti. Promuovo anche la facile reperibilità: quando possibile, consiglio sempre materie prime prodotte in Italia in maniera semplice.
Purtroppo ci sono casi in cui non è possibile ricorrere al km zero. Penso, ad esempio, all’olio di cocco, al burro di karité e all’olio di neem”.

Una mia curiosità personale, Lucia: quali sono i prodotti più difficili da autoprodurre?

“Indubbiamente le creme solari. Sono davvero molto complesse da realizzare”.

Voglio proprio dirtelo: ciò che fai sembra davvero molto divertente e creativo. Se dovessi offrire al lettore un’opinione su di te, cosa diresti?

“Direi che mi ritengo una persona molto fortunata perché ho la possibilità di vivere facendo ciò che mi appassiona”.

Già, non è affatto male. Brava Lucia!

 

Quanta voglia hai di leggere un altro articolo di MyHumus su una scala da 1 a 10? Se la tua risposta è 11, allora ti accontento subito: le scarpe artigianali di Ragioniamo con i piedi, l’istruzione infantile proposta dallo studio di architetti aut- -aut e l’alveare a km zero di Eugenio. Leggili tutti!

Foto di copertina: Dominik Martin via Unsplash.