Proviamo ad immaginare il mondo perfetto per antonomasia, quello in cui tutti vanno d’accordo e lo stress non esiste. Famiglie con mamma, papà, fratellini, sorelline e cagnolino ubbidiente, e poi casette con camino fumante e giardini con aiuole colorate.

Pensate che un mondo così non esista? Beh, sappiate che sono d’accordo con voi, lo penso anch’io!

Ok, facciamo un altro tentativo: proviamo a pensare ad un mondo in cui esci di casa e trovi locali che preparano piatti invitanti a base di ingredienti bio certificati, e dove i camerieri ti sorridono, i bambini restano seduti ai loro posti senza strillare per tutta la durata del pasto e tutto va bene e la vita ti sorride e come diavolo si riusciva a vivere prima?!

Pensate che anche questa realtà non esista? Uhm, stavolta non ne sarei così sicura…

In Emilia-Romagna ha preso il via un’iniziativa molto interessante che spero avvicini le persone all’alimentazione di qualità e al rispetto per l’ambiente (non garantisco che, in questi locali, i bambini non strillino mai e i camerieri sorridano sempre. Occorrerà sperimentare per scoprirlo!).

Marco Pasi

Marco Pasi.

L’intervistato di questa settimana è il Dott. Marco Pasi, responsabile del progetto in questione, Bio Gourmet.

Prima di passare alle domande, vediamo di capire un po’ meglio di cosa si tratta: Bio Gourmet è la rete di locali dell’Emilia Romagna che propone piatti realizzati con materie prime provenienti da agricoltura biologica certificata.

Tutti i locali che aderiscono a questa bella iniziativa si attengono ad un severo regolamento definito in un disciplinare a garanzia della clientela, e il personale addetto alla cucina è attento a non mescolare i prodotti bio con quelli convenzionali, dalla fase del loro stoccaggio nei magazzini fino alla somministrazione alla clientela.

All’interno dei locali e dei ristoranti facenti parte del progetto è possibile visionare l’elenco dei produttori e dei fornitori dei prodotti biologici utilizzati, ed il personale è disponibile ad offrire informazioni ai clienti.

Io sono curiosa di saperne di più, e voi?

Salve, Dott. Pasi. Ci dica, quando nasce Bio Gourmet e a seguito di quale consapevolezza?

“Il progetto Bio Gourmet nasce nel 2013, dopo alcuni mesi di analisi e discussioni preliminari, dalla consapevolezza che, nell’ambito di un settore così importante come quello dell’enogastronomia, il biologico rappresenti un fenomeno economico e sociale di grande rilevanza e in crescita e sia importante che veda un’offerta sempre maggiore non solo di prodotti ma anche di luoghi dove questi possano essere degustati e apprezzati”.Logo Bio Gourmet

Di cosa si tratta, esattamente? Come funziona e in che modo un esercizio pubblico può aderire al progetto?

“Il marchio Bio Gourmet identifica i locali (come ristoranti, bar, pasticcerie, gelaterie, ecc.) che propongono alla loro clientela ricette realizzate con ingredienti provenienti da agricoltura biologica certificata secondo le normative vigenti.

La particolarità di questo progetto è quella di cercare di sviluppare comportamenti virtuosi e consapevoli delle imprese, ponendo attenzione non solo sui prodotti ma anche sulle procedure.

Nel disciplinare che gli aderenti devono sottoscrivere e rispettare, infatti, sono previste le modalità da utilizzare per la gestione dei prodotti, sia nella fase di immagazzinamento e di lavorazione dei piatti e delle ricette che in quella di comunicazione alla clientela, compreso l’obbligo di mettere a disposizione della clientela gli elenchi dei fornitori o dei prodotti biologici.

Le imprese della ristorazione che vogliono aderire a Bio Gourmet, perché si riconoscono nella sua filosofia, possono contattare direttamente i responsabili Fiepet Confesercenti della propria provincia per avere tutte le informazioni necessarie oppure scrivere a redazione@catconfesercenti.it o redazione@ecobio.bo.it“.

Chi controlla che tutti i requisiti e le attività vengano rispettati?

“Un comitato tecnico-scientifico presiede e vigila sui requisiti previsti dal disciplinare”.

Bio Gourmet fa riferimento solo all’Emilia-Romagna?

“Sì, al momento è un progetto che riguarda la sola Emilia-Romagna”.

Che cosa manca, secondo Lei, nel panorama gastronomico locale? Trova che l’offerta legata al bio sia ancora scarsa?

Il Ristorante Bistrot "Zenzero"

Il Ristorante Bistrot “Zenzero” a Bologna, uno dei locali aderenti al progetto.

“Sono ancora poche le aziende in grado di rispettare i criteri rigidi che l’utilizzo del prodotto bio prevede per non avere contatti col prodotto proveniente da agricoltura tradizionale, ma il numero delle imprese che vuole cimentarsi con questo tema è in crescita ed offre già un panorama abbastanza variegato di risposte alle varie esigenze”.

Quanto interesse avete riscontrato finora?

“L’interesse è alto e le imprese in grado di entrare nel progetto di fatto sono già tutte inserite; abbiamo però molte richieste e credo che nel corso del 2015 potranno esserci interessanti sviluppi”.

Ci sono esperienze simili nelle altre Regioni?

“No, che io sappia”.

Cosa riserva il 2015?

“Abbiamo in programma alcuni importanti appuntamenti per il marchio Bio Gourmet, uno all’interno di Arts&Events, la più importante borsa del turismo delle città d’arte che si svolgerà in pieno centro storico a Bologna dal 29 al 31 maggio, e l’altro in occasione del SANA, il salone internazionale del naturale che si svolgerà in Fiera a Bologna dal 12 al 15 settembre. E poi una serie di appuntamenti formativi che si svilupperanno nel corso dell’anno”.

 

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Foto di copertina: Alpha via Photopin.