Realizzare aree coltivabili laddove non ce ne sono, trasformare la fase di coltivazione in un momento di partecipazione e di condivisione sociale e pennellare di verde la città in cui si vive recuperando quartieri in cerca di riscatto.
Gli orti urbani sono il bellissimo cruccio di Ra-dici, un gruppo ravennate che promuove la partecipazione della cittadinanza nella gestione delle aree urbane per la rigenerazione dei contesti marginali. Tutto in un’ottica di sostenibilità ambientale.
Qualche giorno fa, in barba alla calura di questo periodo e in compagnia di quel solito 90% di umidità che contraddistingue la stagione estiva ravennate, ho incontrato Eleonora Morlotti e Riccardo Ricci Petitoni, due dei componenti di Ra-dici.
È così che, sventolando un quaderno al posto del ventaglio con estrema nonchalance, ho chiesto un po’ di informazioni a Riccardo…

 

Ciao Riccardo! Diamo il via alla nostra chiacchierata partendo dalle radici di Ra-dici: gioco di parole a parte, di cosa si tratta?

“Ciao Anna! Ra-dici è un progetto fondato sui concetti di sostenibilità ambientale e di partecipazione attiva.
Nato in occasione della candidatura di Ravenna a capitale europea della cultura da un gruppo di persone abbastanza eterogeneo, Ra-dici si è concentrato fin da subito su tre filoni – ambiente, mobilità sostenibile e partecipazione attiva della cittadinanza – e nell’autunno 2016 è stato incluso fra i progetti di CRE.S.CO, spazio di coworking ravennate dedicato a progetti di innovazione sociale e all’industria creativa e culturale.
Come diretta conseguenza di ciò, il gruppo operativo di Ra-dici si è fatto più ampio e attivo.
Gli step successivi sono stati resi possibili grazie all’aiuto delle persone che hanno creduto in questo progetto. A tal proposito, oltre al team di CRE.S.CO capitanato da Nicolò Pranzini, vogliamo ringraziare il dott. Paolo Monduzzi dell’associazione Naviga in Darsena – Darsena Pop Up che, fin dal primo giorno, ci ha offerto il suo prezioso supporto.
È grazie a lui se oggi abbiamo a disposizione gli spazi in cui riporre le attrezzature e le risorse idriche necessarie ad irrigare le nostre isole rurali in Darsena”.

 

La vostra attenzione è rivolta alla Darsena di Ravenna, giusto?

“Esatto. Al momento le nostre attività sono volte al recupero della banchina e alla riqualificazione urbana dell’intero quartiere“.

 

Dov’è nato Ra-dici e da quante persone è composto?

orti urbani, agricoltura urbana, mobilità sostenibile

Il team di Ra-dici. Da sinistra: Andrea, Riccardo, Pietro, Eleonora, Chiara, Beatrice e Silvia.

“Ra-dici è nato nella Darsena di Ravenna ed è proprio qui che sorge, al momento, la nostra base operativa.
Gli attuali componenti sono Riccardo Ricci Petitoni (consulente d’impresa), Eleonora Morlotti (bibliotecaria ed educatrice), Silvia Barbero (educatrice e coordinatrice di una cooperativa sociale), Pietro Marangoni (proposal manager), Andrea Gatta (fisioterapista), Chiara Brandi (pubblicista) e Beatrice Bellotti (operatrice all’interno di una cooperativa sociale)”.

 

Agricoltura urbana ed economia di transizione: sono questi i due cardini principali della vostra attività quotidiana?

“Proprio così, Anna, questi sono due argomenti che ci stanno molto a cuore: siamo convinti che, al di là del classico contesto rurale, occorra produrre risorse anche all’interno del perimetro urbano. Vogliamo educare grandi e piccoli all’importanza della stagionalità e all’attenzione verso l’origine del prodotto.
Non dimentichiamo che le attività legate agli orti urbani innescano meccanismi molto importanti in termini di coesione sociale. Il concetto, fondamentalmente, è racchiuso nella frase “Insieme per fare meglio“.
A questo proposito, in un futuro nemmeno troppo lontano, ci piacerebbe realizzare un orto urbano in ciascun quartiere della città. Crediamo che ciò serva sì ad educare all’ambiente e alla tutela della salute, ma anche a spingere persone dello stesso quartiere alla condivisione (persone che, in molti casi, non si conoscono!)”.

 

Ra-dici si rivolge a tutte le fasce d’età: questo aspetto mi piace molto…

“Sì, assolutamente. Abbiamo in mente diversi laboratori all’interno di scuole e istituti“.

 

Quali sono i vostri progetti per il prossimo futuro?

“Nel mese di settembre saremo coinvolti in molte attività. In collaborazione con il Forese Arte Festival e con Matteo Biserna, parteciperemo a Talea, la festa del forese di Castiglione di Ravenna (RA) in occasione della quale proporremo il laboratorio di stampa e grafica per grandi e piccini “Ra-dici sotto-sopra: green-art dall’orto“.
Insieme a CRE.S.CO, inoltre, organizzeremo la festa di quartiere, poi ci saranno le attività con l’associazione Tra le Nuvole che propone il C.R.E a Marina di Ravenna: insieme daremo vita a un laboratorio volto all’installazione di un orto utilizzando cassette di legno riciclate.
Il prossimo inverno, quando l’attività di coltivazione sarà sospesa a causa del freddo, vorremmo proporre alcuni focus su argomenti specifici.
Insomma, le idee non mancano e l’energia nemmeno. Non resta che incrociare le dita!”.

 

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